martedì 18 maggio 2010

Disturbo di Panico: caratteristiche cliniche

CARATTERISTICHE CLINICHE - Disturbo di panico

Il primo attacco di panico è spesso del tutto spontaneo, 
anche se occasionalmente può far seguito a eccitazione, 
esercizio fisico, attività sessuale o a un trauma emotivo mo
desto.

Il DSM-IV ribadisce che, per soddisfare i criteri diagnostici per disturbo di panico, almeno i primi attacchi de
vono essere inaspettati (senza causa scatenante).

Il medico 
dovrebbe cercare di accertare qualsiasi abitudine o situazio
ne che tipicamente precede l'attacco di panico di un dato 
paziente. Queste attività possono comprendere l'uso di caf
feina, alcool, nicotina o altre sostanze, schemi atipici di son
no o alimentari e situazioni ambientali specifiche, come una 
luce violenta sul posto di lavoro.

Gli attacchi di panico spesso iniziano con un periodo di 10 
minuti di rapido aumento della gravità dei sintomi.

I principali sintomi mentali sono paura estrema e senso di morte imminente o destino segnato. I pazienti di solito non sono in 
grado di riferire la fonte della loro paura, si sentono confusi 
e hanno difficoltà di concentrazione. I segni fisici spesso 
comprendono tachicardia, palpitazioni, dispnea e sudorazione.

I pazienti spesso cercano di abbandonare qualunque situazione nella quale si trovano per cercare aiuto. L'attacco 
di solito dura da 20 a 30 minuti e raramente più di un'ora. 
Un esame formale delle condizioni mentali durante un attacco di panico può rivelare ruminazione, difficoltà a parlare, 
ad esempio balbettio, e un'alterazione della memoria.

I soggetti colpiti possono provare depressione o depersonalizzazione durante un attacco.

I sintomi possono recedere rapi
damente o gradualmente.

Fra un attacco e un altro i pazienti possono presentare ansia anticipatoria relativa alla possibilità di avere un altro attacco.

La differenziazione fra ansia 
anticipatoria e disturbo d'ansia generalizzato può essere difficile, anche se i soggetti con disturbo di panico con ansia anticipatoria sono capaci di indicare lo stimolo della loro ansia.

I timori fisici di morte a causa di un problema cardiaco o 
respiratorio possono rappresentare il principale oggetto 
dell'attenzione del paziente durante gli attacchi di panico. I 
soggetti possono ritenere che palpitazioni e dolore toracico 
indichino l'imminenza della morte. Fino al 20% di costoro 
ha in effetti episodi sincopali durante un attacco di panico. 


Tipicamente i pazienti che si presentano al Pronto Soccorso 
sono giovani (ventenni), in ottima salute fisica e nonostante 
ciò affermano con insistenza di essere sul punto di morire 
per un attacco cardiaco.

Anziché diagnosticare immediatamente un'ipocondria, il medico del Pronto Soccorso do
vrebbe considerare la diagnosi di attacco di panico.

L'iper
ventilazione può causare alcalosi respiratoria e altri sintomi. 
Talvolta può essere di aiuto la vecchia pratica di far respi
rare il paziente all'interno di un sacchetto.

mercoledì 12 maggio 2010

Agorafobia: criteri diagnostici

Criteri diagnostici DSM-IV per l'agorafobia

Nota: l'agorafobia non è un disturbo codificabile. Specificare il 
disturbo  nell'ambito del quale si manifesta l'agorafobia (ad 
esempio, disturbo di panico con agorafobia oppure agorafobia senza 
storia di disturbo di panico).

A.
Ansia relativa all'essere in luoghi o situazioni dai quali può essere 
difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali potrebbe non 
essere disponibile aiuto nel caso di un attacco di panico o di 
sintomi tipo panico inaspettati o correlati alla situazione. I timori 
agorafobici riguardano tipicamente gruppi caratteristici di 
situazioni, che includono l'essere fuori casa da soli, in una folla o 
in coda, su un ponte e il viaggiare in autobus, treno o automobile.

Nota: prendere in considerazione la diagnosi di fobia specifica se l'evitamento è limitato a una o a poche situazioni specifiche, 
oppure di fobia sociale se l'evitamento è limitato alle situazioni 
sociali.

B.
Le situazioni vengono evitate (ad esempio, gli spostamenti 
vengono ridotti) oppure sono sopportate con notevole disagio, o con l'ansia di avere un attacco di panico o sintomi tipo panico, 
oppure viene richiesta la presenza di un accompagnatore.

C.
L'ansia o evitamento fobico non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale, come la fobia sociale (ad esempio, 
l'evitamento è limitato a situazioni sociali per timore di essere 
imbarazzato), la fobia specifica (ad esempio, l'evitamento è 
limitato a una singola situazione, come gli ascensori), il disturbo 
ossessivo-compulsivo (ad esempio, evitamento dello sporco in 
un soggetto con l'ossessione della contaminazione), il disturbo 
posttraumatico da stress (ad esempio, evitamento degli stimoli 
associati con un grave fattore stressante) o il disturbo d'ansia di 
separazione (ad esempio, evitamento dell'allontanamento dalla 
casa o dai familiari).

Disturbo di Panico con Agorafobia

Criteri diagnostici DSM-IV per il disturbo di panico 
con agorafobia

A. Sia (1) sia (2);

(1) attacchi di panico inaspettati ricorrenti

(2) almeno uno degli attacchi è stato seguito da un mese (o più) di 
uno (o più) dei seguenti sintomi:

(a) preoccupazione persistente di avere altri attacchi
(b) preoccupazione per le implicazioni dell'attacco o per le sue 
conseguenze (ad esempio, perdere il controllo, avere un 
attacco di cuore, "impazzire")
(c) significativa alterazione del comportamento correlata agli 
attacchi

B. Presenza di agorafobia.

C. Gli attacchi di panico non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti 
di una sostanza (ad esempio, una sostanza oggetto di abuso, un 
farmaco) o di una condizione medica generale (ad esempio, 
ipertiroidismo).

D. Gli attacchi di panico non sono meglio giustificati da un altro 
disturbo mentale, come la

fobia sociale 

(ad esempio, si 
manifestano in seguito all'esposizione a situazioni sociali temute),

la fobia specifica 

(ad esempio, in seguito all'esposizione a una 
specifica situazione fobica),

il disturbo ossessivo-compulsivo

(ad 
esempio, in seguito all'esposizione allo sporco di un soggetto con 
ossessioni di contaminazione),

il disturbo post-traumatico da stress

(ad esempio, in risposta a stimoli associati con un grave evento 
stressante)

o il disturbo d'ansia di separazione

(ad esempio, in 
risposta all'essere fuori casa o lontani da parenti stretti).

sabato 8 maggio 2010

Disturbo di Panico: criteri diagnostici

Disturbo di panico: criteri diagnostici

Il DSM-IV contiene due criteri diagnostici per il disturbo di 
panico, uno senza agorafobia  e uno con agorafobia, ma entrambi richiedono la presenza di 
attacchi di panico, come indicato nella Tabella visibile nel post : Diagnosi di Attacchi di Panico.

Alcu
ni studi di popolazione hanno indicato che gli attacchi di pa
nico sono frequenti e uno dei principali aspetti nello svilup
po dei criteri diagnostici per il disturbo di panico è stato la 
determinazione di un valore-soglia o frequenza di attacchi 
di panico per soddisfare la diagnosi.

Una soglia troppo bas
sa favorisce una diagnosi di disturbo di panico in pazienti 
che non presentano un'alterazione funzionale a seguito di 
un occasionale attacco di panico; una soglia troppo alta determina una situazione in cui i pazienti che sono disturbati 
dai loro attacchi di panico non soddisfano i criteri diagnostici.

L'incertezza nella determinazione della soglia è evidenziata dalla gamma di soglie inserite nei criteri diagnosti
ci. I Criteri Diagnostici di Ricerca (RDC) richiedono sei attacchi di panico in un periodo di sei settimane.

La decima 
revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie 
(ICD-10) richiede tre attacchi in tre settimane (per la malattia moderata) o quattro attacchi in quattro settimane (per 
la malattia grave).

Il DSM-IV non specifica un numero mi
nimo di attacchi di panico o un arco temporale, ma richiede 
che almeno un attacco sia seguito da un periodo di almeno 
un mese durante il quale il paziente teme di avere un altro 
attacco di panico o è preoccupato delle implicazioni dell'at
tacco, oppure ha una modificazione significativa del comportamento.

Il DSM-IV richiede inoltre che gli attacchi di 
panico siano in genere inaspettati, ma consente anche attacchi attesi o predisposti dalla situazione.


Nella Tabella: i criteri diagnostici per il Disturbo di Panico senza Agorafobia


Diagnosi di Attacchi di Panico

DIAGNOSI
Attacchi di panico

A differenza del DSM-III-R, i criteri diagnostici per gli at
tacchi di panico nel DSM-IV sono elencati separatamente 
(vedi la tabella).

Gli attacchi di panico possono comparire in 
disturbi mentali al di fuori del disturbo di panico, in particolare nella fobia specifica, nella fobia sociale e nel disturbo posttraumatico da stress.

Attacchi di panico inaspettati 
compaiono dal nulla e non si associano a nessuno stimolo situazionale identificabile.

Tuttavia, gli attacchi di panico non 
devono necessariamente giungere inaspettati, in quanto nei 
pazienti con fobia sociale e specifica sono di solito attesi o 
comunque legati a uno stimolo specifico riconoscibile.

Al
cuni attacchi di panico non rientrano facilmente nella di
stinzione fra attacchi inattesi e attesi; in questo caso sono in
dicati come attacchi di panico con predisposizione situazio
nale; essi possono comparire o meno quando un paziente è 
esposto a uno stimolo specifico, oppure possono insorgere 
immediatamente dopo l'esposizione, oppure ancora con 
considerevole ritardo.


giovedì 6 maggio 2010

Attacchi di Panico: ipotesi psicodinamica

Fattori psicosociali

Sono state sviluppate sia teorie cognitivo-comportamentali 
sia teorie psicoanalitiche per spiegare la patogenesi del disturbo di panico e dell'agorafobia.

Teorie psicoanalitiche

Le teorie psicoanalitiche considerano gli attacchi di panico come la conseguenza dell'insuccesso di una difesa nei confronti di impulsi che provocano 
ansia.

Quella che inizialmente era una modesta ansia di 
segnalazione diviene una sensazione opprimente di apprensione, associata a sintomi somatici.

Nell'agorafobia le teorie 
psicoanalitiche mettono in rilievo la perdita di un genitore 
in età pediatrica e una storia di ansia di separazione. Il trovarsi solo in luoghi pubblici ravviva l'ansia infantile del sen
tirsi abbandonato.

I meccanismi di difesa utilizzati com
prendono la repressione, lo spostamento, l'evitamento e la 
simbolizzazione.

Le separazioni traumatiche durante l'età 
pediatrica possono influenzare lo sviluppo del sistema nervoso del bambino, che di conseguenza diviene suscettibile 
all'ansia una volta adulto.

Molti pazienti descrivono gli attacchi di panico come se 
comparissero dal nulla, quasi che fattori psicologici non fossero coinvolti, ma l'esplorazione psicodinamica spesso rive
la un evidente movente psicologico.

Sebbene gli attacchi di 
panico siano correlati dal punto di vista neurofisiologico con 
il locus coeruleus, l'esordio del panico è di solito correlato a 
fattori ambientali o psicologici.

I soggetti con disturbo di panico hanno una maggiore incidenza di eventi stressanti della vita, in particolare perdite, rispetto ai controlli, nei mesi 
precedenti l'inizio del disturbo di panico. Inoltre, i pazienti 
tipicamente provano un maggiore tormento nei confronti 
degli eventi della vita rispetto ai controlli.

L'ipotesi che eventi psicologici stressanti producano va
riazioni neurofisiologiche nel disturbo di panico trova so
stegno in uno studio su gemelli di sesso femminile. Questa 
ricerca ha rivelato che il disturbo di panico si associa fortemente sia alla separazione dei genitori sia alla loro morte 
prima dell'età di 17 anni. In una coorte di 1018 coppie di ge
melle è risultato che la separazione precoce dalla madre 
causa più facilmente un disturbo di panico rispetto alla separazione dal padre.

Un ulteriore sostegno a un meccanismo psicologico nella genesi del disturbo di panico può 
essere dedotto da uno studio su pazienti con disturbo di 
panico che sono stati trattati con successo con la psicoterapia. Prima della terapia, i soggetti rispondevano all'induzione da lattato con un attacco di panico. Dopo un'efficace terapia, l'infusione di lattato non era più in 
grado di determinare un disturbo di panico.

Le ricerche indicano che la causa degli attacchi di panico 
coinvolge probabilmente il significato inconscio degli even
ti stressanti e che la loro patogenesi può essere correlata a 
fattori neuropsicologici scatenati dalle reazioni psicologi
che.

Gli psichiatri psicodinamici dovrebbero sempre effet
tuare una ricerca completa dei possibili fattori scatenanti 
ogni volta che eseguono una valutazione diagnostica su un 
paziente con disturbo di panico.

Componenti genetiche nel Panico

Fattori genetici

Sebbene il numero di studi ben controllati sulla base gene
tica del disturbo di panico e dell'agorafobia sia ridotto, i dati 
attuali sostengono la conclusione che i disturbi possono ave
re una componente genetica differente.

Inoltre, alcuni dati 
indicano che il disturbo di panico con agorafobia è una for
ma grave di disturbo di panico senza agorafobia ed è per
tanto più facile a ereditarsi.

Diversi studi hanno trovato un 
aumento di 4-8 volte del rischio di disturbo di panico nei pa-renti di primo grado dei pazienti con disturbo di panico ri
spetto a quelli dei soggetti con altre malattie psichiatriche.

Gli studi sui gemelli finora condotti hanno dimostrato che i 
gemelli monozigoti hanno più probabilità di concordanza 
per disturbo di panico rispetto ai dizigoti.

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